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Abu Dhabi – Visitarla facendoci scalo

Abu Dhabi, una lussuosissima città nel bel mezzo del deserto. Chi ci andrà mai in vacanza? Io probabilmente no, ma mi piacerebbe visitarla. Come fare?

Stavo prenotando un volo destinazione Bangkok, il più conveniente avrebbe fatto 20 ore di scalo ad Abu Dhabi. E che facciamo 20 ore ad Abu Dhabi?

Usciamo a visitarla!

Atterrati in mattinata, sbrighiamo velocemente le pratiche alla frontiera, cambiamo i soldi ed usciamo dall’aereoporto. 48 gradi! Welcome to Abu Dhabi! La testa diventa in pochi minuti un uovo sodo, i polmoni inspirano aria da un phon e la maglietta presto si impregna di liquidi corporei ma appena alzi lo sguardo, in cerca di un aiuto dal Signore, scorgerai una fermata dell’autobus. Vi starete chiedendo: cosa me ne importa di una fermata dell’autobus quando berrei l’intero Golfo Persico? Probabilmente è perchè non sapete che, negli Emirati, le pensiline di attesa sono freschi approdi e pregherete per un ritardo del mezzo, ma state tranquilli, la sosta sarà lunga e vi godrete l’aria dolomitica per parecchio tempo. Il pagamento del biglietto avviene a bordo con poche monete ma, da buoni sceicchi quali siamo, ricchi di banconote ma privi di spiccioli, senza la possibilità di avere il resto dall’autista, abbiamo viaggiato per tutto l’arco della giornata gratuitamente. La strada per  raggiungere Marina Mall è lunga ma ci perdiamo ammirando un paesaggio completamente diverso da quello a cui siamo abituati, ci circonda una periferia molto spaziosa, le case sono distanti una dall’altra, circondate da un calmo deserto, disturbato di tanto in tanto dalla Lamborghini o dal Range Rover di turno che sfreccia per le strade cittadine. Giunti a destinazione entriamo nell’enorme centro commerciale, Marina Mall, per riempire lo stomaco dopo i pessimi pasti ad alta quota e per concederci un giro per le vetrine, i negozi sono moltissimi, tutti di marchi internazionali, ma non mi ha convinto troppo, mi ha l’impressione di essere un po’ spoglio e poco vivace. All’uscita, una lunga strada in mezzo al mare e sotto al sole ci conduce  di fronte alle imponentissime Etihad Towers, cinque palazzi di vetro di circa 300 metri dove avete visto Dominic Toretto saltare da una all’altra a bordo di un suo bolide.

Proseguendo la camminata si incontra lo stellare, ne ha ben 7, Emirates Palace, premiato svariate volte come miglior hotel del Medio Oriente, nella sua maestosità e lussuosità, domina la spiaggia ed il parco privato che possiede e per eventi particolari viene usato anche come palazzo presidenziale, povero presidente, ti siamo vicini. Ovviamente proviamo ad entrare per ammirare lo sfarzo della struttura ma veniamo subito bloccati da due guardie pesantemente armate a causa del nostro abbigliamento e delle nostre condizioni, ma d’altronde sfido voi a camminare con 45 gradi dopo esservi strafogati da Burger King e risultare belli ed impeccabili, nemmeno un po’ di comprensione queste guardie. Se desiderate visitare questo meraviglioso albergo vi consiglio perciò di adottare un abbigliamento consono all’ambiente in cui state entrando e vi chiedo di vendicarvi della nostra esclusione.

E’ arrivata l’ora di andare a visitare la vera perla degli Emirati arabi: La Sheik Zayed Grand Mosque. Dopo aver sbagliato due o tre autobus optiamo per una soluzione molto più affidabile, un bel taxi abusivo. Ci accoglie un ragazzo pakistano con una vecchia macchina tappezzata di pelli varie, un usanza del posto discutibile, tra il caldo e lo sporco che rilascia, ma recupera con la simpatia. Chiacchierando in un pak-english tutto suo, ci racconta una miriade di cose, la vita da immigrato negli emirati, quella precedente nella sua terra, tutto sommato argomenti interessanti, pian piano però i discorsi diventano sempre più strampalati fino a quando inizia a scaldarsi, sostenendo che un nostro amico, alto,biondo,occhi azzurri e carnagione chiara, fosse africano; capiamo così di essere nelle mani di un matto,per fortuna però, siamo arrivati a destinazione.Il sole è calato da poco sopra la Moschea Blu che inizia a mostrare il suo colore sulle incantevoli cupole mostrandosi ai nostri occhi in tutta la sua eleganza.

Il taxista, probabilmente preso dall’alterazione finale, ci ha scaricato davanti all’ingresso sbagliato così abbiamo dovuto aggirarla, una bella camminata che vi consiglio di risparmiare se potete. Finalmente, dopo dei controlli piuttosto approssimativi entriamo. La prima cosa che si incontra è il colonnato in stile arabesco che circonda l’ampio spazio centrale, caratterizzato da colori chiari, bianco ed oro,perfettamente illuminato, che da un senso paradisiaco, enfatizzato da grandi piscine mosaicate tutt’intorno.

Il silenzio è solenne e si può passeggiare tranquillamente tra le magnifiche colonne ammirando le decorazioni che ornano gli alti soffitti, la pace viene interrotta periodicamente dalle preghiere del muezzin che recita il corano ma non disturba assolutamente, anzi, vi farà calare ancor di più nel fiabesco mondo arabo. Ciò che non è per nulla approssimativa è la sorveglianza delle guardie interne della moschea, non abbiamo fatto nulla di sconsiderato ma tra queste mura vigono regole ferree e da rispettare: io son stato afferrato e condotto nei bagni sotto terra senza motivazione, poi mi viene spiegato che la mia maglietta, raffigurante Kanye West con le mani giunte (probabilmente han pensato facesse riferimento alla preghiera cristiana) non andava bene lì dentro, fantasia invidiabile ma con rispetto l’ho cambiata; altri divieti riguardano per esempio le fotografie, non ci si può abbracciare,tenere la mano o fare qualunque tipo di gesto con le mani, una lista all’interno vi mostrerà cosa non fare. Oltrepassato il colonnato si entra nel centro della Moschea, un cortile enorme dal quale si può ammirare nel complesso quest’opera maestosa!

Il tour della Moschea prosegue all’interno di essa,dove potrete ammirare tappeti di dimensioni inimmaginabili, pareti decorate minuziosamente e lampadari coloratissimi, ma cosa scrivo a fare se una foto spiega tutto molto meglio:

La notte calò sopra ad Abu Dhabi,così tornammo in aereoporto, gelido come sempre grazie agli efficienti impianti di condizionamento (consiglio abbigliamento pesante se dovete trascorrerci la notte) e  così tra qualche foto postata sui social network, una dormitina e qualche mangiatina scorse il tempo fino all’ora del decollo del nostro volo con direzione Milano Malpensa. Se avete più tempo a disposizione rispetto a noi nella capitale degli Emirati Arabi o se non vi piace il programma che abbiamo seguito vi segnalo altre attività da poter svolgere: Ferrari World, il parco a tema dedicato interamente al cavallino rampante, se siete appassionati del genere e parecchio fortunati c’è anche il Gran Premio di Formula 1; le spiagge di Saadiyat e Yas, quest’ultima con un altro enorme centro commerciale, Yas Mall. Sulla costa è presente l’ Emirates Park Zoo con numerosi animali tipici di questi luoghi, verso l’entroterra invece ma poco distante dalla città avete la possibilità di visitare una magnifica oasi, Al Ain. Gli emiri hanno pensato anche ad attività per gli amanti dell’arte: potete ammirare opere d’arte moderna e le bozze dei progetti futuri di Abu Dhabi nel centro Manarat Al Saadiyat, accolte nel padiglione degli Emirati Arabi Uniti dell’ EXPO di Shanghai 2010, se non siete ancora soddisfatti beh, lo sarete alla fine di quest’anno quando apriranno un museo del Louvrè, sì, quello di Parigi. Nel caso in cui lo scalo superasse la durata di un giorno o per altre cause, consiglio vivamente un tour del vicino deserto con il fuoristrada, non l’ho provato personalmente, ma mi è stato raccontato che ne vale assolutamente la pena.

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